“The Price of Sex”, lo slow journalism di Mimi Chakarova


Mimi Chakarova è una fotografa e reporter investigativa nata in Bulgaria ma che da tempo vive negli Stati Uniti, insegna alla scuola di giornalismo di Berkeley, fa parte dello staff del Center for  Investigative  Reporting e ama i progetti giornalistici a lungo termine. In questo momento ne sta portando avanti due, uno sulla guerra nel Kashmir (uno dei conflitti più trascurati dai media) e l’altro, quello che segnalo in questo post, sullo sfruttamento della prostituzione e la tratta delle donne provenienti dai Paesi dell’Est Europa. “The Price of Sex” questo il suo titolo, è un reportage bello e molto coraggioso che la impegna da sette anni. Coraggioso perché Mimi sta attraversando (con elevato rischio per la propria sicurezza per le possibili reazioni della malavita organizzata) i Paesi della ex cortina di ferro (e anche del Mediterraneo, Turchia, Israele, Italia e molto oltre fino a Dubai) dove le ragazze vengono portate e ridotte in schiavitù.

Accedere alle fonti è stato l’aspetto più ostico di questo reportage. È un tema difficile non solo a causa degli elementi criminali implicati, ma anche per la vergogna delle donne coinvolte che raramente sono disposte a parlare di ciò che è accaduto (…) La Chakarova è una delle poche giornaliste capaci di accedere alle fonti necessarie per raccontare in modo accurato questo commercio.
da Chakarova’s ‘Price of Sex’ Reveals Sex Marketplace (womensenews.org)

Price of Sex è un progetto bello non solo per quello che racconta ma anche per come lo fa. È un progetto articolato e complesso – servizi, mostre fotografiche, un documentario (ancora in fase di progetto e alla ricerca di finanziamenti), e anche un sito Web – nel quale i diversi materiali convivono e si integrano: articoli, interviste su file audio e in video, fotografie, mappe interattive.

Un elemento questo non secondario perché il modo nel quale lavora la Chakarova dimostra come lo ‘slow journalism’, non è definito dalle sole coordinate dei lunghi tempi di lavorazione, dell’accuratezza delle indagini e della profondità di analisi (elementi non certo trascurabili!), ma spesso anche da una capacità di saper integrare linguaggi diversi. È un aspetto interessante e affascinante perché è una prova (forse rara, ma non certo unica) come il valore della ‘lentezza’ nel giornalismo possa portare con sé anche un’attenta riflessione sui linguaggi e sulle possibilità di costruire un modo nuovo di raccontare la realtà. In questa direzione il Web e i media sociali devono essere visti sempre di più, non semplicemente come dei contenitori neutri da riempire a ritmi vertiginosi, ma anche come luoghi dove poter ricercare e sperimentare, in modo serio e professionale, un’integrazione tra le diverse scritture giornalistiche.

approfondimenti e fonti

The price of sex: women speak (il sito web del progetto)

Photojournalist Mimi Chakarova talks about going undercover for sex trafficking project ( dal blog del CIR)

Chakarova’s ‘Price of Sex’ Reveals Sex Marketplace (womensenews.org)

Mimi Chakarova: Sex Slavery from the Inside (video FORA.tv)

The Price of Sex :: Photo Exhibition

pagina di Facebook sulla mostra di fotografie di Price of Sex

Photojournalist Mimi Chakarova talks about going undercover for sex trafficking project

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