One in 8 Million, quando il giornalismo racconta storie qualunque


New York è una città di personaggi. Nella metropolitana e nelle sue vie, dall’intensità del Centro città all’intimità dei quartieri, è una parata di persone con qualcosa da dire grande 305 miglia quadrate. One in 8 Million è una raccolta di alcune delle loro passioni e dei loro problemi, delle loro relazioni e della loro vita di tutti i giorni, delle loro vocazioni e delle loro ossessioni.

(dalla presentazione di One in 8 million sul sito del nytime.com)

Non sono certo il primo a segnalare questo bel progetto della versione online del New York Times partito più di un anno fa, anche se per la verità, mi sembra, un po’ in sordina (all’interno delle pagine dedicate alla cronaca cittadina). Lo faccio perché, ovviamente, One in 8 million mi piace molto. Ma anche perché queste storie mi stimolano due riflessioni. La prima è che il progetto utilizza semplicemente un file audio – sul quale sono state registrate le interviste – e delle slide show per la sequenza delle foto, tutte rigorosamente in bianco e nero.

Eppure One in 8 million risulta bello e autentico. Segno evidente che, se utilizzati con capacità e professionalità (la qualità delle foto e dell’editing delle interviste sono davvero molto curate), elementi quasi banali oggi possono aprire strade di scrittura che, se non proprio innovative, sono certamente nuove e originali (basterebbe pensare a cosa vengono dedicate la maggior parte di gallerie fotografiche nei portali di molti quotidiani italiani).

La seconda è che il giornalismo on line non necessariamente deve essere ispirato dall’immediatezza dei fatti e dalla velocità di esecuzione. Ci si può prendere anche un po’ di tempo e utilizzare un po’ di mestiere per raccontare la realtà che ci circonda. O no?
Le storie, in tutto 54,  sono state aggiornate con cadenza settimanale dall’8 gennaio al 24 dicembre del 2009.

In Italia qualcosa di simile l’ha fatta MagZine (anche se con un taglio stilistico diverso) un dossier su lavori notturni a Milano. Forse sarebbe proprio il caso di continuare su questa strada con altri progetti…

approfondimenti

One in 8 Million (nytime.com)

La fan page del progetto su Facebook

Dossier lavori notturni (MagZine)

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